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La pasta madre dopo il mantenimento

  • Immagine del redattore: lievitandaria
    lievitandaria
  • 24 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Dopo il ciclo di stazionamento - dalle 18 alle 24 ore, solitamente - la domanda non è:"E' raddoppiata?".

La domanda è: " Cosa mi sta raccontando?"


Le 5 cose da osservare

Tensione superficiale

  • E' liscia e compatta?

  • E' leggermente rilassata?

  • E' collassata?

Se è troppo rilassata, probabile eccesso di attività

Se è troppo tesa e poco mossa ha lavorato maggiormente a freddo


Umidità della superficie

  • E' asciutta?

  • E' leggermente umida?

  • E' appiccicosa?

Nel primo caso, la madre ha lavorato in ambiente stabile o leggermente più fresco; situazione questa tipica di mantenimenti regolari e coerenti.

Se la superficie appare leggermente umida, non appiccicosa, può indicare una temperatura più alta del previsto, attività fermentativa più vivace, maggiore produzione di CO2 e metaboliti: non è una madre da correggere, ma da saper interpretare.

Se invece la "pelle" appare umida e leggermente appiccicosa, spesso indica un'attività fermentativa più intensa, dovuta a temperature più alte o tempistiche leggermente prolungate.

Non siamo di fronte a criticità evidenti, se la texture resta integra e il profumo equilibrato; diventa invece un problema quando si accompagna a perdita di tensione e collasso della trama.


COSA SUCCEDE TECNICAMENTE?

Con temperature maggiori:

  • aumenta la velocità metabolica dei microrganismi

  • aumenta la CO2

  • aumenta la degradazione parziale della maglia glutinica

  • aumenta la ritenzione di umidità interna

Questa combinazione può rendere la superficie più morbida e umida: non è "acqua", è attività.


IL PUNTO CHIAVE

L'umidità superficiale va contestualizzata e non giudicata isolatamente.

E' un segnale di attività, non per forza di squilibrio.

Conta l'insieme: struttura interna, tensione e profumi.

COME INTERVENIRE PER AGGIUSTARE IL TIRO?

Aumentare leggermente nel rinfresco successivo la quantità di farina, oppure ridurre il tempo di mantenimento, oppure verificare che la temperatura reale non sia più alta del previsto.

Niente correzioni drastiche, ma piccoli accorgimenti consapevoli.


E' la continuità nella gestione, più che la reazione immediata, a costruire EQUILIBRIO NEL TEMPO.





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